solstizio d'inverno

Come molte altre festività del calendario sacro, il 25 dicembre si trova spesso al centro di contese riguardanti le sue origini storiche, la matrice spirituale originaria e l’esistenza, o meno, di operazioni di appropriazione culturale. 

Quanti pagani, forse anche per vendicarsi degli asfissianti moniti e allarmismi anti-Halloween che ogni anno invadono la rete e i giornali, si sono lasciati sfuggire l’occasione (e la soddisfazione) di affermare, di fronte ad amici e parenti “babbani”, che “Il Natale era una festa pagana: la festività romana del Sol Invictus”?

Dietro questa rivendicazione, apparentemente semplice e lineare, si nasconde in realtà una questione storico-archeologica molto complessa e non priva di alcuni punti oscuri, di cui cercherò di tirare le fila in questo breve articolo.

Il 25 dicembre e la nascita di Cristo

Il 25 dicembre viene proposto come data della nascita di Cristo solo nel 330 CE  (prima non era stato nemmeno preso in considerazione, nonostante le ipotesi abbondassero) e la motivazione di questa scelta è, per esplicita dichiarazione degli stessi padri della Chiesa, legata alla coincidenza astronomica con il Solstizio d’inverno, che, secondo il calendario Giuliano allora in uso, cadeva proprio in questo giorno. Nessun calcolo erudito basato sulle Sacre Scritture, e ne erano stati tentati molti, aveva dato come risultato il 25 dicembre.

L’interpretazione che si era affermata all’inizio del secolo scorso era, in sintesi, la seguente: i cristiani avevano operato questa scelta perché in quella data si svolgeva una festività legata al Sol Invictus, il cui culto, di origine orientale, aveva trovato grande diffusione nella Roma imperiale, tanto da costituire una minaccia e da necessitare una “neutralizzazione” della sua festività principale, scegliendola come data natia del messia della nuova religione.

Questa tesi si è rivelata, però, alla luce di studi più recenti, colma di errori, affermazioni infondate e veri e propri falsi ideologici, tra cui cito brevemente:

  • Origini del culto di Sol: il culto di Sol esisteva a Roma fin dall’epoca pre-repubblicana e non è, quindi, da considerarsi di origine orientale. Inoltre, l’epiteto “invictus” non indicava un culto di Sol in particolare, ma era un appellativo rivolto anche ad altre divinità come Ercole e Giove e, da Commodo in poi, anche ad alcuni imperatori.
  • Assenza di festività il 25 dicembre: Non risulta che il 25 dicembre si svolgesse, nella Roma antica, una festività importante legata al dio Sol. Questo può sembrare strano, trattandosi di un solstizio, ma in realtà le considerazioni astronomiche e astrologiche non godevano di grande attenzione nella religione romana antica.

Non sembra, quindi, che i cristiani abbiano scelto questa data con l’intento di “affossare” una celebrazione pubblica a carattere solare che godeva di grande notorietà, ma che, piuttosto, la scelta sia stata motivata dal fatto che la simbologia solare del solstizio e della luce che emerge dall’ombra esercitasse, di per sé, particolare attrazione.

Il ruolo dei Misteri Mitraici

La questione è da considerarsi chiusa, dunque? Non è detto. In questo quadro, infatti, va chiarito anche il ruolo dei Misteri Mitraici.

Quello di Mitra era un culto misterico che nasce e si diffonde tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C., a ingresso iniziatico (i gradi previsti erano sette: Corax, Nymphus, Miles, Leo, Perses, Heliodromus e Pater) e composto esclusivamente da uomini, perlopiù di classe medio-bassa, vicini al mondo militare, del commercio e della navigazione.

Anche se buona parte della forma e della diffusione di questo culto si sviluppano innegabilmente all’interno dell’ambiente culturale greco-romano e, geograficamente parlando, dell’Impero Romano, le radici di questa tradizione si trovano, probabilmente, nell’Iran antico, dove la figura del dio Mitra è attestata sin dall’Età del Bronzo. Vi sono testimonianze dell’esistenza di fratellanze militari iniziatiche che presentano molte caratteristiche comuni a ciò che conosciamo del mitraismo romano: l’esclusività maschile, l’esistenza di un’iniziazione e di gradi gerarchici, la centralità dell’aspetto militare e l’atto della tauroctonia, il sacrificio rituale del toro.

I romani erano perfettamente consapevoli delle origini orientali del culto e del fatto che i primi contatti fossero avvenuti tramite le campagne militari nel Vicino Oriente.

Il solstizio d’inverno nei culti mitraici

Ad attirare l’attenzione è il fatto che, in corrispondenza del solstizio d’inverno, si svolgesse, all’interno delle antiche fratellanze iraniane, una speciale celebrazione di rinnovamento, che prevedeva il sacrificio di un toro e il consumo del succo dell’Haoma (una pianta sacra locale, dalle proprietà psicoattive). Possiamo senz’altro considerare possibile (se non probabile) che una festività di questo tipo fosse presente anche all’interno del Culto Mitraico, il che ribalta un po’ le carte in tavola.

Quello che dobbiamo chiederci, a questo punto, è: è possibile che il cristianesimo abbia scelto la data del 25 dicembre anche per contrastare non una celebrazione pubblica di Sol, ma una festività del culto misterico di Mitra?

Non abbiamo risposte certe, e probabilmente non le avremo mai, ma è una possibilità da tenere in considerazione, anche perché si inserirebbe in una tradizione di repressione delle esperienze spirituali estatiche, caratterizzate anche dal consumo di sostanze stupefacenti, ben consolidata e presente all’interno della storia del cristianesimo.

Di chi è questo solstizio?

Insomma, alla fine dei conti, di chi è questo solstizio? Di tutti coloro che vogliono celebrarlo, ovviamente (e se avete un po’ di Haoma, tanto meglio per voi!).