
L’autunno è la mia stagione preferita. Mi piace perché è un periodo dalle mille possibilità, in cui tutto può essere di nuovo rimesso in gioco, ripartendo da capo per far posto al nuovo anno che sta per iniziare; allo stesso tempo, è anche un momento di profonda introspezione, in cui la natura inizia a decadere per nascondersi nel buio dei mesi freddi.
E a ogni giro di Ruota non smetto mai di meravigliarmi di fronte alle apparenti contraddizioni di questi mesi: le foglie degli alberi sono variopinte e hanno colori intensi, fortemente vivi e caldi, e l’aria è docile, fresca e portatrice di cambiamento. Nonostante questo, ora tutto sta per ritrarsi e celarsi nel buio delle profondità della Terra, in attesa della rinascita.
L’Equinozio è dunque un momento di bilanci: così come la notte e il giorno hanno la stessa durata, anch’io posso riflettere meglio sulle parti di buio e luce che hanno caratterizzato la mia vita nell’ultimo anno.
Riflettere sui mesi trascorsi
Come al solito, esco all’aria aperta per aiutare la mia mente a liberarsi dalle ragnatele del quotidiano e, camminando, rifletto sui mesi trascorsi.
Cerco sempre un posto in mezzo al verde (anche un parco cittadino va benissimo, purché sia tranquillo) e una giornata ventosa, che mi aiuteranno nell’atto che mi appresto a fare.
Raccolgo da terra due foglie cadute:
- Su una, traccio un simbolo che rappresenta l’obiettivo principale realizzato nell’anno.
- Sull’altra, traccio un segno che indica ciò che non è andato a buon fine o che mi ha fatto soffrire.
Respiro a fondo più volte, tenendo strette nelle mani le due foglie, e, quando mi sento pronta, lascio volare via quella rappresentante l’insuccesso o il dispiacere, provando un senso di liberazione ma anche di riconoscenza per quanto può avermi insegnato.
Dopodiché, lascio volare via l’altra, provando profonda gratitudine e gioia per l’ottenimento del mio successo.
Ora sono pronta per aprirmi al nuovo con entusiasmo e fiducia e, mentre torno a casa, comincio a gustare questa frizzante sensazione.
Comprendere il prossimo obiettivo
Solitamente, sento già dentro di me dei desideri latenti o dei bisogni, ma voglio chiarirmi le idee e capire quale sia meglio scegliere come obiettivo per il nuovo anno.
Verso sera, dopo aver fatto una doccia rilassante, brucio dell’incenso alla lavanda nella mia camera.
Poi, mi siedo comodamente su una sedia e chiudo gli occhi:
- Faccio dei lunghi e profondi respiri per acquietare la mente.
- Inspiro e trattengo l’aria nei polmoni per qualche secondo, quindi espiro lentamente dalla bocca per far uscire tutta l’aria.
- Faccio alcune ripetizioni di questo tipo e poi ritorno ad alternare regolarmente inspirazione ed espirazione, fino a che non mi sento rilassata.
Quando apro gli occhi, la mia mente è lucida e calma.
Scrivo dunque i desideri che ho in mente su un foglio, che conservo accanto al letto.
- Prima di andare a dormire, spalmo una goccia di olio di lavanda sul centro della fronte, in corrispondenza del chakra del terzo occhio, e mi abbandono ai sogni che verranno.
- La mattina, appena sveglia, trascrivo tutto ciò che ricordo, cercando di capire i legami tra ciò che ho sognato e i desideri appuntati la sera precedente.
Di solito, capto chiaramente i messaggi che mi indicano quale obiettivo scegliere per il nuovo anno ma, se così non fosse, nei giorni successivi resto aperta a possibili segni che mi indicheranno quale sogno lasciar affondare nelle viscere della Terra la notte di Samhain.
L.
