
Autunno
Finalmente anche quest’anno si avvicina l’autunno, con la sua magia impareggiabile e il suo meraviglioso fascino malinconico. Come già ho scritto altre volte, io adoro i periodi di passaggio e in particolare quello di settembre-ottobre. In questi mesi, il momento tra una stagione e l’altra si somma al cambiamento di giro di ruota e tutto ciò è portatore di profonda saggezza e di bellezza infinita.
In questi anni in cui si stanno verificando spinte verso una modifica di alcune strutture pilastro della società e verso un ripensamento di tutto ciò che finora è stato comunemente definito “normale”, mi trovo spesso a riflettere sul concetto di cambiamento, oltre che su quello di normalità e anormalità.
Trovo che la natura stessa sia un esempio della sfolgorante bellezza delle differenze, e della possibile integrazione tra esse, e che tutti noi dovremmo sentirci veramente parte di questo panorama in costante evoluzione, per continuare a progredire. Senza mutamento non c’è vita, non c’è magia, non c’è crescita e non c’è evoluzione. Senza differenze, si vive in una condizione di noia mortale e di pericolosa stagnazione.
Riflettere sul cambiamento principale
Con la nuova stagione che si affaccia a settembre, voglio riflettere sul cambiamento principale che ha caratterizzato la mia vita negli scorsi dodici mesi.
Quindi esco all’aria aperta, trovo un luogo tranquillo, mi siedo e respiro profondamente più e più volte, finché sento nascere dentro di me un senso di pace.
Quando sono pronta, appunto su un foglio l’evento più significativo avvenuto nella mia vita nell’ultimo anno ed elenco le conseguenze, sia positive che negative, che esso ha comportato. Si può anche trattare di un mutamento verificatosi a livello interiore, o di un obiettivo che avevo da tempo e che ho finalmente realizzato. Ovviamente può trattarsi anche di qualcosa che ha avuto un impatto non positivo nella mia vita e che l’ha scossa, cambiandola e facendomi crescere, rafforzandomi.
Dopodiché, cerco di riordinare le idee:
- Che frutti ha portato nella mia esistenza questo avvenimento?
- Avrei potuto evitarlo (se negativo)? E come sarebbe diventata (o rimasta) la mia vita se non avessi compiuto questa modifica o se questo fatto non fosse successo?
- Qual è l’insegnamento più importante che ne è conseguito?
A seconda del tipo di accadimento scelto, posso modificare le domande da pormi, sempre allo scopo di elaborare quanto è successo e di metabolizzarlo. L’aspetto più affascinante di tale riflessione è di rendermi consapevole della differenza tra il prima e il dopo rispetto all’evento in questione e della bellezza insita nel cambiamento. Tutto è in continua evoluzione e la mancanza di una linea retta, e di un’omologazione, fuori e dentro di me, è sempre portatrice di un’entusiasmante vitalità.
Ora chiudo il mio Libro delle Ombre e cammino un pochino, per schiarirmi le idee. Assaporo la dolce aria settembrina e le nuove promesse che reca in sé. Poi mi fermo e riapro il mio quaderno: con quale o quali nuove risorse posso ora, dopo questa crescita avvenuta, affrontare i prossimi mesi che mi aspettano?
Cerco di tenere a mente che, anche nell’evento più duro da affrontare, c’è sempre una lezione da apprendere o qualcosa per cui poter ringraziare. Trascrivo la risposta su un pezzo di carta, sintetizzandola in una piccola frase o in una parola soltanto.
Ora respiro a lungo e lentamente e mi abbandono alle sensazioni dell’aria che dolcemente mi culla, accarezzando e smuovendo i miei capelli. Se voglio, ascolto una musica leggera che mi aiuti a rilassarmi e a raggiungere uno stato di coscienza non ordinario. Poi prendo un piccolo specchio e osservo la mia immagine riflessa: guardo attentamente, nel profondo dei miei occhi, sulla pelle del mio viso e lungo i lineamenti, come l’avvenimento ricordato abbia modificato le mie sembianze, esteriori e quindi interiori, l’espressione del volto e quindi il mio cuore, la mia anima. Quando mi sento pronta, distolgo lo sguardo dallo specchio e stringo forte al cuore il foglio, che conserverò nel mio Libro delle Ombre, certa che l’energia sprigionata darà nuovi frutti, cambiando la mia realtà, e cambiandola ancora.
L.
